APRUA: nessuno può cambiare la tua vita se non te stesso

Nata di recente, l’Associazione APRUA opera in Ticino e in Italia. Il nome è l’acronimo di Associazione Per una Responsabilità Umana in Azione. Tra i suoi scopi c’è l’organizzazione di seminari, incontri e percorsi che favoriscano nei partecipanti una maggior consapevolezza dell’interazione fra corpo, mente ed emozione  nell’assumere le proprie responsabilità e nel determinare le proprie azioni sviluppando nuovi modi di vivere .

« Al di là dell’acronimo, mi piace che il nome suggerisca l’idea di quel piccolo spazio poco protetto quel punto di presente proteso in avanti » dice Bruno Balestra, ex-procuratore pubblico e uno dei principali fondatori dell’Associazione. «Perché, anche se è vero che un’imbarcazione si guida da poppa o dal pozzetto centrale, nei momenti difficili, quando c’è nebbia o quando si è in mezzo a scogli o bassi fondali, è importante che ci sia qualcuno a prua per segnalare il pericolo ».

« L’idea di creare un’associazione che promuova la responsabilità ha, per me, sicuramente origine dall’esperienza professionale vissuta come magistrato, dal confronto con tante regole, realtà e culture e dalla successiva formazione in neurosemantica (disciplina che aiuta a comprendere il ruolo delle emozioni nella formazione dei significati che associamo a parole e situazioni). La collaborazione, fin dal suo inizio  con l’”Associazione sulle Regole”, (fondata in Italia da Gherardo Colombo, il magistrato milanese del pool di Mani Pulite) che tiene incontri  nelle scuole, nei Comuni, per associazioni e enti allo scopo di sensibilizzare giovani e meno giovani sul senso delle regole e sulla loro importanza, ha sicuramente rafforzato lo stimolo di sviluppare un approccio che possa essere integrativo e complementare nei contenuti e nei metodi ».

«  Proprio perché profondamente convinto della necessità di regole, credo sia necessario acquisirne nella pratica un significato diverso, non più quello di norme esterne più o meno immanenti create e imposte da altri, ma quello di modalità di relazione realmente condivise, costruite di volta in volta in un processo di relazione e comunicazione, perché la vita è relazione ».

«  Con alcuni amici di esperienze e formazioni diverse, abbiamo costituito la nostra associazione, focalizzata sul concetto di responsabilità, una responsabilità che cerchiamo di osservare da più prospettive cercando di aggiornarci sulle conoscenze e opere più recenti sul “funzionamento” dell’essere umano e di conseguenza dell’organizzazione del convivere. Arricchirci di altri punti di vista ci permette di scoprire nuovi significati. Ad esempio; si sente dire frequentemente che l’una o l’altra persona hanno perso la dignità, sono divenuti indegni, si tratta del refuso di vecchie abitudini mentali che non rispettano il  concetto di  “dignità dell’essere umano ”, così come è enunciata nel primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. In questa dichiarazione, che molti conoscono di fama, ma che pochi hanno letto, si fa riferimento ad una dignità innata, intrinseca all’essere umano che è pertanto inalienabile e  non può esser persa. Accettare fino in fondo questo concetto significa uscire dalle logiche del giudizio sul diverso, dell’omologazione e della competizione che sono difficili da abbandonare nella misura in cui mettono in discussione un sistema ».

« Rendersi conto di quanto noi siamo profondamente parte del sistema, come evidenziano le scoperte scientifiche degli ultimi decenni, ci conduce forzatamente a un ulteriore cambiamento di paradigma nel rileggere la storia della nostra vita e quella dell’umanità. Ci porta e cercare nuovi modi di vivere e convivere in una realtà assai più complessa e affascinante della semplice visione lineare e dualistica che ci ha abituati a dividere gli avvenimenti in giusti o sbagliati secondo una logica meccanicista di causa effetto. Il riconoscimento concreto della dignità dell’altro può allora diventare la via per permettere a ognuno di vivere e realizzarsi arricchendoci tutti. Occorre però uscire dall’abituale meccanismo di voler cambiare la realtà esterna e l’altro e privilegiare invece il cambiamento di se stessi per scoprire altre realtà riconoscendo quali sistemi di pensieri/ emozioni ci portano a dare determinati significati alle cose; occorre uscire dalla logica” io ho ragione tu torto” dove entrambi siamo vittime o temiamo di esserlo per cercare nel rispetto della diversità obiettivi veramente comuni ».

« La dignità come diritto di esser se stessi, unici responsabili di fronte alla propria vita, parte dall’abilità di saper determinare la qualità della propria vita e salute. Tante recenti tecniche (rilassamento, focalizzazione ecc) scoperte con le neuroscienze ricalcano nella sostanza pratiche antiche, sciamaniche, di meditazione e preghiera delle quali, relegandole in una separata dimensione “irrazionale” o”spirituale”, abbiamo perso il vero significato pratico ».

« Prendere atto della “realtà complessa”(come la chiama E.Morin), una realtà più circolare o multidimensionale che lineare, ci impone di organizzare in altro modo le conoscenze dell’umanità ora ben separate in comparti e sottosuddivisioni specialistiche. Per questo motivo  nella nostra associazione, ci sono persone di formazioni e esperienze diverse, dal mondo della sanità a quello della legge, dall’economia alla formazione, dalla filosofia all’esplorazione dell’inconscio, dall’arte alla comunicazione, persone che hanno in comune il desiderio di scambiarsi le esperienze e condividerne di nuove “contaminandosi” e arricchendosi reciprocamente nel percorso di ricerca verso modi più integrati di vivere e convivere ».

« Per questo cerchiamo altre persone che ci arricchiscano e aiutino unendo le loro storie alle nostre, non si tratta di teoria e tantomeno di utopia, ma di condividere seminari ed esperienze per ridefinire insieme la responsabilità verso il nostro benessere individuale che non può esser scisso da quello degli altri e dell’organizzazione sociale ».

« In questa fase iniziale stiamo proponendo, delle serate a tema aperte a tutti. Non si tratta di conferenze, ma piuttosto di momenti di confronto esplorando i concetti oltre le parole, cercandone emozioni e diverse modalità d’interazione.  Gli incontri vengono condotti di regola da team di membri di APRUA che, alternandosi e mescolandosi di volta in volta, cercano di  offrire il maggior ventaglio possibile di approcci ».

« In futuro, organizzeremo eventi di maggior richiamo per il pubblico invitando anche personalità esterne, ci rivolgiamo però anche a scuole, imprese, categorie, gruppi specifici, con corsi e lavori  per affrontare diversi aspetti della responsabilità individuale e sociale, aspetti che proponiamo anche in  percorsi più articolati e non solo in aula, ma anche a contatto con la natura,  offrendo escursioni, gite alpinistiche e uscite in mare a vela.  La bellezza del paesaggio, l’attività fisica favoriscono infatti il piacere offrendo altri stimoli per esplorare l’abilità di vivere bene insieme. Sicuramente altre modalità ci verranno suggerite dall’esperienza e anche dalle richieste stesse del pubblico ».

« Non siamo preoccupati perché  viviamo il nostro obiettivo non come una sfida, un dovere o una missione con aspettative di mete future, ma semplicemente come il piacere di un cammino ricco di curiosità e stimoli nuovi verso una responsabilità che non sia sinonimo di peso o di colpa da evitare. Una responsabilità come abilità leggera e appassionata di trovare insieme e condividere nuove risposte, nuove rotte guardando a prua ».

www.aprua.net

Published in: on 26 febbraio 2013 at 10:03  Lascia un commento  
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Che cos`è la Guarigione Russa

Olga  Haüsermann pratica e insegna Le Tecniche di Guarigione Russa. Queste tecniche, basate sull’influenza della mente sulla materia, si rifanno agli insegnamenti di vari scienziati di fine Ottocento. Agiscono sulla salute, i processi di invecchiamento, la situazione economica e la vita in generale.

Olga, che cosa sono le Tecniche di Guarigione Russa e quale è la loro origine?

«Le Tecniche di Guarigione Russa si basano su un sapere antico che è stato riscoperto solo nel corso dell’Ottocento. Esse uniscono un sapere filosofico, scientifico e spirituale. Una delle fonti più antiche di queste tecniche sono i lavori del filosofo e cosmologo Nikolai Fedorov. Il ricercatore spaziale Konstantin Ziolkowski e il geochimico Vladimir Vernadski hanno portanto poi avanti gli insegnamenti di Fedorov e oggi il sapere viene ulteriormente sviluppato da scienziati e filosofi come Gregori Grabovoi, Arkadi Petrov, Igor Ariepjev, Valentina Batischewa e altri ancora. Questi ultimi permettono di utilizzare gli insegnamenti dei loro maestri in modo pratico e in particolare per migliorare la salute e le condizioni di vita sia a livello economico che sentimentale. Gli strumenti usati sono la concentrazione e la visualizzazione. Le Tecniche di Guarigione Russa prendono in considerazione l’uomo in quanto unità composta di corpo, coscienza, spirito e anima».

C’è un’origine sciamanica in queste Tecniche?

«No. Non si tratta di insegnamenti sciamanici o mistici. La Guarigione Russa fa leva sulle capacità latenti in ciascun essere umano. Esse sono in  accordo con le scoperte della fisica quantistica. Tengono contro del fatto che le più piccole particelle di  materia sono fattte di vibrazione, energia, movimento e luce. L’uomo può vedere l’onda o la particella, a dipendenza del suo modo di guardare. I maestri russi insegnano che l’uomo può influenzare la materia con la forza della propria coscienza».

Che cosa si può raggiungere praticando queste Techniche?

«La Guarigione Russa permette all’essere umano di influire coscientemente sulla propria salute e sugli avvenimenti della propria vita e pertanto di “prendersi in mano” in modo decisivo. Essa ci consente quindi di assumerci la responsabilità del nostro destino e di uscire dal ruolo di vittima. Possiamo lasciarci alle spalle le malattie e vivere sani e in modo sensato. Ci insegna a sviluppare il nostro potenziale spirituale in un compito creativo e a comprendere meglio il mondo».

Ma tutto questo concerntrarsi su se stessi non rischia di rendere egoisti?

«La Guarigione Russa è l’insegnamento più attento all’umano che mi sia mai capitato di incontrare.  Tra i suoi scopi ci sono sempre lo sviluppo armonico del mondo e la liberazione di tutta l’umanità. Tutti gli obbiettivi individuali che possiamo raggiungere attraverso queste Tecniche sono pienamente armonici solo se vengono realizzati da tutti. Il primo insegnamento dei maestri russi è la responsabilità e il dovere di contribuire al benessere delle altre creature sul pianeta. Il mondo è un sistema unitario e tutti gli esseri e le cose che lo compongono sono collegati. Anche l’uomo è una parte del tutto».

Come si è avvicinata alle Tecniche di Guarigione Russa?

«Mi occupo di queste tecniche da circa otto anni. Mi sono formata presso vari importanti guaritori e maestri. Ai miei seminari invito sempre autori e rappresentanti famosi di questi insegnamenti e traduco il loro interventi in tedesco. Posso affermare che vivo questo insegnamento e che esso ha trasformato la mia vita in modo meraviglioso».

Pensa che negli ultimi tempi le energie siano cambiate?

«Le vibrazioni della Terra si sono elevate. Questo fatto ci obbliga ad uscire dal nostro stato di torpore e a diventare coscienti. I pensieri e le emozioni degli uomini, sia  positivi che negativi, oggi diventano molto rapidamente realtà».

Per maggiori informazioni:

silvianerini@libero.it

 

 

 

Published in: on 11 febbraio 2013 at 10:04  Comments (1)  
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