Vivere in armonia con il cosmo

Coltivare e mangiare biodinamico fa bene alla salute e ravviva il legame che unisce l’essere umano a tutto il creato. Renata Babini Cattaneo ci parla di una cucina che è anche una scuola di pensiero.

“Coltivare e mangiare biodinamico è un modo per mostrasi attenti alla nostra salute e al benessere di tutto quanto ci circonda” afferma Renata Babini Cattaneo Premoli, insegnante di cucina biodinamica e presidente della Fondazione Uriele, che ha lo scopo di _DSC0237promuovere il bene delle persone in forma idonea all’epoca in cui viviamo, con i necessari adattamenti a seconda della cultura locale, del territorio, della politica nazionale e dei potenziali produttivi . “L’agricoltura biodinamica si ispira all’insegnamento di Rudolf Steiner, anche se non è affatto necessario conoscere la filosofia antroposofica per  cucinare biodinamico. In questo senso il biodinamico è diverso dal biologico tout court; ma  non sto affatto criticando i prodotti bio, anzi, incoraggio tutti a comprare bio qualora non trovassero prodotti biodinamici”.

Ma quale è la differenza? Le differenze sono parecchie. Innanzitutto l’agricoltura bio ammette l’uso di diversi prodotti sulle coltivazioni, di cui solo alcuni sono usati nel biodinamico. Inoltre nell’agricoltura biodinamica vi è un’attenzione particolare al momento in cui si pianta, si semina e si raccoglie. Non si tratta solo della stagione, ma del giorno preciso, addirittura dell’ora. Il calendario dell’agricoltore biodinamico tiene conto di alcune feste religiose, come   San Giovanni  di San Michele Arcangelo e la Santa Pasqua, come momenti fondamentali dell’anno.

“Per fare un esempio” prosegue Renata “ sulle coltivazioni si mette il corno letame che agisce sulle forze di terra, per questo il  letame di mucca viene messo all’interno di corna prelevate da animali morti (gli allevatori biodinamici non tagliano mai le corna alle loro bestie) . Viene interrato  il giorno di San Michele, all’inizio dell’autunno, rimane nella terra fino alla Santa Pasqua,appunto perché possano agire le forze di terra. A quel punto il concime è ridotto a una polvere che viene diluita nell’acqua diciamo omeopaticamente  e spruzzata sui campi, anche qui in quantità molto ridotte. All’inizio nemmeno io credevo che una simile concimazione avesse effetto, invece ho constatato che è proprio così: le piante concimate crescevano rigogliose, quelle non concimate erano molto più deboli. C`è poi il corno silice che agisce invece su foglie frutti e fiori che si interra a San Giovanni e dissotterra a San Michele così che agiscano le forze cosmiche”.

Anche mangiare biodinamico implica un’attenzione al momento, il che vuol dire sentirsi parte di un tutto che comprende la Terra e l’universo. È un atteggiamento olistico, per usare un termine oggi piuttosto inflazionato. Significa innanzitutto rinunciare a qualsiasi frutto o verdura che non sia di stagione. “È giusto che sia così” sottolinea Renata “perché le verdure e la frutta di stagione contengono proprio le sostanze di cui il nostro organismo ha bisogno in quel momento. In autunno e in inverno, ad esempio, si dovrebbero privilegiare le radici quali rape o topinambour, pastinaca, o le verdure come i porri, cavoli, verze, poiché preparano l’organismo alla stagione fredda. In primavera vanno consumate verdure amare che aiutano il fegato a liberarsi dalle tossine”.

Chi cucina biodinamico deve altresì prestare attenzione ai fornelli e alle pentole che usa in quanto non sempre i materiali si adattano a preservare la qualità del cibo. Bisogna pure evitare di cucinare a temperature troppo elevate.

“Attenzione e rispetto per gli ingredienti sono fondamentali” soggiunge Renata Babini. “Oggi chi si ferma mai a riflettere sulla meraviglia che è un buon olio d’oliva? Chi sente la ritualità del pasto? Una dieta biodinamica consiglierebbe ad esempio che i cereali vadano consumati in giorni precisi: il frumento la domenica, il riso il lunedi, l’orzo il martedi, il miglio il mercoledì, la segale il giovedì, l’avena il venerdì e il mais il sabato. Questo perché ad ogni giorno corrisponde un pianeta ed un colore e  ad essi  un cereale preciso.

Ma non richiede molto tempo tutto ciò? Oggi si è sempre di fretta…

“È tutta una questione di organizzazione e di priorità . Nessuno ci vieta ad esempio di mettere a cuocere  i cereali, già con la giusta dose di acqua, circa venti minuti prima di uscire e quindi spegnere il fuoco. Li troveremo al ritorno pronti da portare in tavola. Un altro punto essenziale è che bisogna mangiare meno. In questo, il cibo biodinamico ci aiuta in quanto il valore energetico è  maggiore e quindi una piccola quantità basta”.

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