Il duemiladodici è un portale

Devana ci parla della sua visione della data fatidica, della ricerca spirituale che la porta a viaggiare nei luoghi sacri di tutto il mondo .

Devana alla fiera Ai Confini del Mondol’acqua

 Avevamo incontrato Devana alcuni anni fa sulle rive Ceresio. Allora ci aveva affascinato parlando della sua ricerca dell’immortalità, intesa anche e soprattutto come spiritualizzazione del corpo fisico e passaggio ad altre dimensioni (vedi « E se fossimo…immortali » nella sezione Artcoli del sito di Mutamenti). La ritroviamo ora a Mendrisio, dove partecipa alla fiera Ai Confini del Mondo e riprendiamo con lei il discorso del passaggio dimensionale del 2012 cui ci aveva già accennato. In barba alla crescente isteria e al timore di catastrofi, Devana ribadisce la convinzione che la trasformazione è sottile e non si riferisce ad una data temporale precisa. «Per me il 2012 non è una data, ma un portale attraverso il quale transitare per tornare all’Uno che riassume tutte le forme. Tutta l’umanità è destinata a uscire dalla dualità e a tornare all’unità, quindi ciascuno ha il suo 2012, ossia un punto in cui andiamo oltre l’illusione della forma verso quella che chiamiamo « ascensione ». Il discorso dell’ascensione ci riporta al grande tema della ricerca di Devana : il passaggio al corpo di luce. « L’ ascensione avviene quando sei libero da ogni attaccamento alla materia » precisa« e gli attaccamenti possono essere di vario genere, da quello del cibo alle varie dipendenze, dall’alcol, dal fumo e altro ancora ». Oggi effettivamente si parla con sempre maggiore insistenza di vivere sensa mangiare, o comunque mangiando molto meno. « È possibile vivere senza mangiare » ci dice Devana « D’altro canto è ormai noto che molti di noi mangiano per riempire buchi emozionali. Riempiamo il frigo con le nostre emozioni per così dire. Il cibo è l’ultimo dei grandi attaccamenti. Dobbiamo capire innanzitutto che alimentarsi è un momento sacro, di comunione con i doni della Terra e dobbiamo anche fare tutto il possibile per mangiare del cibo che non sia stato ottenuto facendo del male, uccidendo, o usando la chimica. Un passo ulteriore sta nel capire che non è il cibo che ci mantiene in vita, ma l’energia, come ha dimostrato Jasmuheen ». Passiamo quindi a parlare della ricercatrice australiana e della sua proposta di nutrimento pranico. « In luglio, dopo dodici anni di tentativi, ho finalmente terminato la pratica di digiuno preconizzata da Jasmuheen con lo scopo di connettersi all’alimentazione pranica ». Afferma Devana. « Sono 21 giorni di digiuno e la prima settimana si prevede anche di non bere. Attraverso questa pratica mi sono resa conto che si può fare una vita assolutamente normale senza mangiare. Al termine dei 21 giorni sono partita per il cammino di Compostela e l’ho percorso tutto senza allenamento. Oggi so di poter vivere senza mangiare anche se qualche volta mangio perché mi piace il sapore del cibo. Sono convinta che la via dell’ascensione è questa : liberarsi da ogni credenza che ci porta a dipendere. A quel punto sei abbastanza leggero da poterti involare verso la nuova dimensione che sarà la quinta dimensione, quella dell’unità ».Nel nostro precedente incontro avevamo accennato a questo tipo di evoluzione, ma anche a una conservazione del corpo fisico. Oggi, ci dice Devana, ciò che la interessa è soprattutto una trasmutazione del corpo fisico in corpo di luce. « Per me la via della ricerca rimane sempre quella del viaggiare, perché viaggiando trovo gli insegnamenti e le risposte ». Tra queste ultime ci sono due nuovi importanti strumenti : l’acqua e la voce. « Ho trovato una forte connessione con l’acqua. Entrando nelle acque sacre dei luoghi che visito ricevo un’informazione. L’acqua mi trasmette le memorie, mi infonde il sapere legato a quei siti. Poi mi porto a casa l’acqua e la uso per fare dei rituali sciamanici. Viaggiano mi sono ricordata di essere stata una sciamana in altre vite e sono tornata ad essere una sciamana in perché niente rende meglio l’idea di quello che sono e di quello che faccio. Sciamano significa ponte e io mi sento veramente un ponte tra le dimensioni, tra le culture, tra le manifestazioni. In quanto al suono, durante un viaggio in Perù, in una caverna situata sopra Cuzco, mi è stata attivata la funzione del canto che utilizzo per informare l’acqua delle cellule delle persone che tratto ». Rivela. « Si tratta di suoni canalizzati :  io presto solo le mie corde vocali per l’emissione di quel canto che produce degli effetti e inserisce dei nuovi programmi direttamente nelle cellule  delle persone che ascoltano».

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Published in: on 29 ottobre 2012 at 10:27  Lascia un commento  
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