Conoscere la propria verità nascosta

Nel Ticino esiste da alcuni anni un’associazione che diffonde una dottrina dal nome intrigante: Etelusio. L’associazione fa capo a un maestro di nome Michele ed è rappresentata in Ticino da Iren Nikiforova. Le abbiamo posto alcune domande.

Che cos’è Etelusio?

Etelusio è un’antica dottrina misterica che proviene dal bacino del Mediterraneo e che è stata trasmessa oralmente dai maestri, i cosiddetti Mistikos, ai discepoli. Per dottrina non si intende una religione bensì un insieme di strumenti, di mezzi, il cui fine è di liberarci dalla schiavitù dell’ignoranza e di accedere a quelle parti di noi in cui è nascosto il potere o, per usare un altro termine, le potenzialità. Dell’insegnamento fanno parte anche delle tecniche ben specifiche, destinate al coloro che vogliono intraprendere questa strada.

Etelusio è guidato da un maestro. Gli allievi gli devono ubbidienza?

Più che di ubbidienza parlerei di devozione. Si tratta di “sapere che non si sa” e quindi di avere l’umiltà di seguire colui che ha percorso il cammino prima di noi. Dobbiamo anche lasciare che la dottrina agisca su di noi, ci attraversi. Quindi la devozione riguarda sia la dottrina che colui che la insegna. Nel nostro caso abbiamo la fortuna di poter incontrare un maestro in carne e ossa: non si tratta di un ricordo o di un’immagine tramandata dai libri.

La liberazione di cui mi ha parlato, a che cosa porta?

Prima di parlare di risultati bisogna essere bene in chiaro sullo scopo che si vuole raggiungere. Quando si parla di migliorare si stessi e di cammino di crescita spesso si vuole semplicemente rafforzare la propria personalità per ottenere successo nel mondo. Vi è però un altro modo di migliorare se stessi ed è quello di rivolgere la propria attenzione a quella parte di noi che è invisibile, nascosta. Etelusio non mira tanto a farci diventare più importanti né a procurarci riconoscimenti, quanto a metterci in contatto con la parte sconosciuta e nascosta di noi che è quella che detiene il potere. Per stabilire questo contatto dobbiamo prima svuotarci da tutto ciò che abbiamo considerato come parte di noi, perché solo svuotandoci possiamo tornare a essere riempiti. Certo, Etelusio propone anche corsi che mirano a migliorare la vita quotidiana, ma il vero insegnamento è molto più profondo e non dà esiti immediatamente riscontrabili. Si tratta appunto di portare l’attenzione all’interiorità.

Chi sono le persone che si avvicinano a Etelusio?

Sono persone “in ricerca”, persone che hanno la sensazione che manchi loro qualcosa, magari senza sapere bene ciò che stanno cercando. Spesso sono giunte a una svolta nella loro vita e  si sentono in qualche modo con le spalle al muro.  Senza una spinta interiore molto forte nessuno intraprende un cammino di conoscenza.

Etelusio, essendo una dottrina antica, comprende anche pratiche sciamaniche?

Esistono al mondo delle forze che fanno parte della vita. Così come noi esseri umani siamo portatori di energie, anche il resto del mondo è attraversato da correnti di potere. Entrare in contatto con queste forze, non per manipolarle ma per conoscerle, permette di vivere in sintonia con esse. È uno degli aspetti della magia.

Perché spesso tendiamo a volere a tutti i costi cose che sono contrarie alla corrente energetica del momento?

L’essere umano ha varie componenti. Se non ci conosciamo non possiamo nemmeno capire da quale parte di noi viene la spinta a cercare di realizzare a tutti i costi qualche cosa anche se tutto sembra contrastarci. Un primo passo consiste nel capire che esistono forze più grandi di noi contro le quali non possiamo fare nulla. Dobbiamo perdere le nostre illusioni di onnipotenza.

Come possiamo capire chi siamo?

Il punto di partenza è capire ciò che non siamo. Spesso quando siamo convinti di volere una cosa, in realtà non siamo veramente noi a volerla. Perciò un primo passo verso la conoscenza di noi stessi è proprio il distinguere quali sono le nostre vere esigenze.

Le techniche si praticano in gruppo o individualmente?

Ci sono incontri individuali e incontri a piccoli gruppi nei centri. Ci sono anche dei seminari che si svolgono nella natura, in certi casi all’estero.

Il fatto che Etelusio appartenga alla tradizione occidentale facilita le cose per chi segue questa dottrina?

Certamente, in quanto le pratiche sono in un certo senso più vicine al nostro DNA. Non voglio togliere nulla alle pratiche orientali, anzi, ne riconosco la bellezza. Sono convinta però che le loro forme meditative non hanno lo stesso effetto su di noi, proprio perché i loro mantra e le loro tecniche, non fanno parte della nostra cultura e sono degli elementi sconosciuti che dobbiamo assimilare.

Che diffusione ha Etelusio?

Prima ho accennato alle forze e alle correnti energetiche che si manifestano nel mondo.  Vi sono momenti in cui queste correnti richiedono che la dottrina resti nascosta. In altri momenti invece viene data la possibilità a molte persone di avvicinarsi a essa. Oggi stiamo vivendo un momento di apertura. Per cui sono nati centri in Ticino e anche in altri paesi. È un movimento molto rapido che non dipende da noi che ne siamo solo gli strumenti.

Per saperne di più: http://www.etelusio.com

 

Published in: on 29 ottobre 2012 at 10:42  Lascia un commento  
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Il duemiladodici è un portale

Devana ci parla della sua visione della data fatidica, della ricerca spirituale che la porta a viaggiare nei luoghi sacri di tutto il mondo .

Devana alla fiera Ai Confini del Mondol’acqua

 Avevamo incontrato Devana alcuni anni fa sulle rive Ceresio. Allora ci aveva affascinato parlando della sua ricerca dell’immortalità, intesa anche e soprattutto come spiritualizzazione del corpo fisico e passaggio ad altre dimensioni (vedi « E se fossimo…immortali » nella sezione Artcoli del sito di Mutamenti). La ritroviamo ora a Mendrisio, dove partecipa alla fiera Ai Confini del Mondo e riprendiamo con lei il discorso del passaggio dimensionale del 2012 cui ci aveva già accennato. In barba alla crescente isteria e al timore di catastrofi, Devana ribadisce la convinzione che la trasformazione è sottile e non si riferisce ad una data temporale precisa. «Per me il 2012 non è una data, ma un portale attraverso il quale transitare per tornare all’Uno che riassume tutte le forme. Tutta l’umanità è destinata a uscire dalla dualità e a tornare all’unità, quindi ciascuno ha il suo 2012, ossia un punto in cui andiamo oltre l’illusione della forma verso quella che chiamiamo « ascensione ». Il discorso dell’ascensione ci riporta al grande tema della ricerca di Devana : il passaggio al corpo di luce. « L’ ascensione avviene quando sei libero da ogni attaccamento alla materia » precisa« e gli attaccamenti possono essere di vario genere, da quello del cibo alle varie dipendenze, dall’alcol, dal fumo e altro ancora ». Oggi effettivamente si parla con sempre maggiore insistenza di vivere sensa mangiare, o comunque mangiando molto meno. « È possibile vivere senza mangiare » ci dice Devana « D’altro canto è ormai noto che molti di noi mangiano per riempire buchi emozionali. Riempiamo il frigo con le nostre emozioni per così dire. Il cibo è l’ultimo dei grandi attaccamenti. Dobbiamo capire innanzitutto che alimentarsi è un momento sacro, di comunione con i doni della Terra e dobbiamo anche fare tutto il possibile per mangiare del cibo che non sia stato ottenuto facendo del male, uccidendo, o usando la chimica. Un passo ulteriore sta nel capire che non è il cibo che ci mantiene in vita, ma l’energia, come ha dimostrato Jasmuheen ». Passiamo quindi a parlare della ricercatrice australiana e della sua proposta di nutrimento pranico. « In luglio, dopo dodici anni di tentativi, ho finalmente terminato la pratica di digiuno preconizzata da Jasmuheen con lo scopo di connettersi all’alimentazione pranica ». Afferma Devana. « Sono 21 giorni di digiuno e la prima settimana si prevede anche di non bere. Attraverso questa pratica mi sono resa conto che si può fare una vita assolutamente normale senza mangiare. Al termine dei 21 giorni sono partita per il cammino di Compostela e l’ho percorso tutto senza allenamento. Oggi so di poter vivere senza mangiare anche se qualche volta mangio perché mi piace il sapore del cibo. Sono convinta che la via dell’ascensione è questa : liberarsi da ogni credenza che ci porta a dipendere. A quel punto sei abbastanza leggero da poterti involare verso la nuova dimensione che sarà la quinta dimensione, quella dell’unità ».Nel nostro precedente incontro avevamo accennato a questo tipo di evoluzione, ma anche a una conservazione del corpo fisico. Oggi, ci dice Devana, ciò che la interessa è soprattutto una trasmutazione del corpo fisico in corpo di luce. « Per me la via della ricerca rimane sempre quella del viaggiare, perché viaggiando trovo gli insegnamenti e le risposte ». Tra queste ultime ci sono due nuovi importanti strumenti : l’acqua e la voce. « Ho trovato una forte connessione con l’acqua. Entrando nelle acque sacre dei luoghi che visito ricevo un’informazione. L’acqua mi trasmette le memorie, mi infonde il sapere legato a quei siti. Poi mi porto a casa l’acqua e la uso per fare dei rituali sciamanici. Viaggiano mi sono ricordata di essere stata una sciamana in altre vite e sono tornata ad essere una sciamana in perché niente rende meglio l’idea di quello che sono e di quello che faccio. Sciamano significa ponte e io mi sento veramente un ponte tra le dimensioni, tra le culture, tra le manifestazioni. In quanto al suono, durante un viaggio in Perù, in una caverna situata sopra Cuzco, mi è stata attivata la funzione del canto che utilizzo per informare l’acqua delle cellule delle persone che tratto ». Rivela. « Si tratta di suoni canalizzati :  io presto solo le mie corde vocali per l’emissione di quel canto che produce degli effetti e inserisce dei nuovi programmi direttamente nelle cellule  delle persone che ascoltano».

Published in: on 29 ottobre 2012 at 10:27  Lascia un commento  
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Niente paura per il 2012-2013

I prossimi mesi non saranno segnati da eventi catastrofici, afferma Eddy Seferian,  sciamano milanese che continua a lavorare con i Maestri ascesi per la creazione di un’Europa finalmente unita e pacificata. I cambiamenti saranno di natura energetica, sottile e solo chi ha antenne particolari riuscirà a captarli.

Eddy Seferian al termine della conferenza a Mendrisio

Avevamo conosciuto Eddy Seferian a Milano alcuni anni fa. Allora ci aveva parlato del suo straordinario percorso e del dono che lo accompagna fin dall’infanzia di comunicare con creature di altre dimensioni e in particolare con i Maestri ascesi. Lo abbiamo ritrovato Mendrisio, in occasione della fiera  “Ai Confini del Mondo”, dove ha tenuto una conferenza e cantato i mantra dettati da Saint Germain e da altri maestri. È sempre lo stesso, sorridente e pieno di energia. Emana una serenità contagiosa che non si altera quando gli chiediamo che cosa pensi della temuta scadenza della fine 2012- inizio 2013.

“La situazione è in evoluzione” ci risponde.

Ma è vero che siamo arrivati a un punto cruciale? Insistiamo noi.

“Vorrei non rispondere” sospira. “Posso solo dire che ci sono molte persone che hanno addirittura perso il sonno. Io invece sono tranquillissimo e non mi sento di intervenire presso di loro. Ho anche delle delusioni, perché tra queste persone spaventate ci sono degli amici di cui non immaginavo che si lasciassero trascinare da queste paure. Non bisogna assolutamente aver paura. Quello che succede e che succederà è soprattutto sui piani sottili. Lo sentirà soprattutto chi è sensitivo e chi ha le antenne”.

Ma non ci saranno tempeste magnetiche? Chiediamo

“Se ci saranno ne avvertiremo le conseguenze. Non dimentichiamo che ci sono già state in passato e che nessuno ne ha parlato”.

Intano, ci dice, continua la sua opera di canalizzazione dei Maestri ascesi . “Il mio lavoro è per l’Europa. Ciò che mi stanno facendo fare è per l’Europa che si sta infine formando attorno ad un nucleo che è la Svizzera. La Svizzera ha dato l’esempio di unione di etnie diverse e si trova geograficamente nel cuore dell’Europa, anche se oggi non fa parte dell’Unione Europea. La Svizzera è in mezzo alle tre nazioni europee più importanti: francesi, nordici e latini puri. Ciò che avviene oggi con la crisi dell’euro non é che il risvolto sul piano fisico delle tempeste inevitabili che accompagnano la formazione dell’Europa sul piano eterico.

Gli chiediamo del Maestro St. Germain: quale è la sua posizione rispetto all’Europa visto che è  legato essenzialmente agli Stati Uniti?

“Il compito di St. Germain è di portare la vibrazione della libertà ovunque”. Puntualizza Eddy. “Passato l’Atlantico c’è l’Europa in primo luogo. C’è anche l’Africa, ma l’Africa è un capitolo che verrà chissà fra quanti secoli”.

E l’Asia? Gli ricordiamo noi, pensando alla Cina e ad altre potenze emergenti.

“Non so cosa dire perché non sento niente. So che i Maestri, negli anni Cinquanta quando parlavano della Cina, ci dicevano ridendo e scherzando: “un cino”, ossia  un uncino che punge e stimola. Noi ne restavamo molto sorpresi perché erano i tempi di Mao, ma oggi a distanza di anni non si può negare che avessero ragione”.

Vogliamo sapere qualcosa del suo lavoro, che lo porta a tenere meditazioni in svariate località italiane ed estere.

“Ormai non lavoro più in ufficio” ci risponde alludendo alla professione “normale” che ha esercitato fino a pochi anni fa. “ma in realtà sono più occupato di prima. Mi sposto, tengo le meditazioni, trascrivo le registrazioni. Dovrei pubblicare un altro libro dedicato ai nuclei filosofali che  formano una rete attorno alla terra. Ma non ne ho il tempo”.

Può dirci qualcosa di questi nuclei filosofali? “Quando ho finito il mio compito mi sono reso conto che sono diciassette nell’emisfero nord e diciassette nell’emisfero sud. Diciassette e diciassette fa trentaquattro: tre e quattro, il divino e l’umano. Elemento metafisico fuoco ed elemento metafisico terra. È la  metà della quadratura, della perfezione, ma non deve mai diventare un quadrato perfetto perché la perfezione  è statica.

Published in: on 25 ottobre 2012 at 19:05  Lascia un commento  
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Nel viso il passato e il futuro

In questa foto del noto comico italiano Roberto Benigni, sono messe in evidenza le due parti del viso

La Morfopsicologia ci aiuta a conoscerci e a scoprire le nostre potenzialità oltre a migliorare i rapporti con le persone che ci circondano permettendoci di capire meglio le loro reazioni.

Il viso è solitamente la prima cosa che ci colpisce quando incontriamo una persona. I suoi tratti e la sua mimica generano in noi quella simpatia, o quella antipatia, che determinerà gran parte del nostro rapporto. Da sempre l’umanità ha tentato di darsi dei parametri per determinare con certezza il significato dei tratti del volto. La Morfopsicologia è uno dei metodi più moderni di studio sistematico del viso e si ispira anche alle teorie psicologiche elaborate dai due capostipiti della psicanalisi : Sigmund Freud e Carl Gustav Jung.  Abbiamo intervistato Claudia Boeri e Lieta Vitali, fondatrici dell’Associazione Simpa di Milano, che tiene corsi di Morfopsicologia.

 

Quando è nata la Morfopsicologia ?

« Si parla di Morfopsicologia dagli anni Trenta, quando lo psichiatra infantile francese Louis Corman ha messo in luce le sue ricerche in ambito ospedaliero. Il dottor Corman era stato ispirato dalle scoperte di Claude Sigaud, un internista di fine Ottocento, evidentamente molto avanzato. Inoltre il metodo si appoggia ai vari indirizzi psicologici che si andavano affermando a quel tempo. In seguito, la Morfopsicologia ha avuto una certa difficoltà a farsi strada in quanto è prevalso, anche in psicologia, il pensiero analitico e razionale. Quindi l’aspetto rilevato da Corman, più legato a un pensiero sintetico-intuitivo, si è urtato a molti ostacoli e resistenze ».

 

Ma le ricerche sul carattere attraverso i tratti del volto risalgono a tempi più lontani degli anni Trenta… Sono note, e anche molto discusse, le teorie elaborate da Cesare Lombroso a cavallo tra Otto e Novecento.

« I primi tentativi di stabilire un legame sistematico tra il viso e il carattere risalgono all’antichità. Per quanto riguarda le teorie di Lombroso, non si può dire che siano del tutto sbagliate, il problema sta piuttosto nel fatto che non sono contestualizzate. Per fare un esempio: se una persona non ha una fronte alta non vuol dire per forza che non sia intelligente, bisogna vedere il resto del viso e inoltre bisogna anche tener conto del fatto che ci sono molti tipi di intelligenza. È anche sbagliato voler leggere certi tratti come indici indiscutibili di tendenze criminali. In un certo senso Lombroso è servito a Corman per verificare che un tratto non può essere letto prescidendo da qualsiasi collegamento con il resto del viso. Inoltre il volto non è una cosa statica, può cambiare nel tempo e anche da momento a momento. Rispecchia quelli che sono i nostri movimenti e le nostre reazioni nel mentale, nell’affettivo e nell’istintuale che sono i tre piani in cui Corman divide il viso ».

 

Si può leggere anche il passato ?

« Sì, si può leggere perché il passato c’è stato e ha lasciato delle tracce su di noi. Ma più che leggere il passato possiamo vedere come potrebbe evolvere il nostro futuro in base a  potenzialità che non sospettiamo di avere, o che sottovalutiamo ».

 

La Morfopsicologia sostiene che in ogni viso c’è una parte maschile e una femminile a prescindere dal sesso della persona. Perché ?

« La teoria della parte maschile e femminile presente in ciascuna persona è ripresa dalla psicologia di Jung.  È molto importante tenere conto di queste due parti  per capire su che cosa basiamo il nostro essere. C’è quindi una lettura dove Corman ha definito la parte maschile e femminile che c’è nel volto di ciascuno. Queste due parti possono essere in armonia e integrarsi, rendendo più ricco il nostro vivere, così come invece possono essere in conflitto. Lo stesso può dirsi delle parti cerebrale, affettiva e istintuale. La lettura del volto permette di stabilire se queste parti sono bene integrate o se invece sono in opposizione tra loro ».

 

Un altro aspetto della Morfopsicologia è la definizione di tratti del volto tipici di ogni fase della vita. Quali sono i parametri che permettono di stabilire questi fasi ?

« Qui la Morfopsicologia si riallaccia alle teorie di Freud sull’evoluzione della personalità dalla prima infanzia all’età adulta.  Lo studio dei tratti del viso permette di stabilire a quale età la persona è rimasta più legata. Ci sono persone adulte che hanno conservato tratti tipici dell’infanzia, o dell’adolescenza, e questi tratti si traducono poi in tendenze psicologiche ».

 

Che cosa fa sì che una persona rimanga legata a una fase della vita ormai superata ?

« Le cause possono essere molte. Può essere ad esempio che, al momento in cui un’adolescente sta scoprendo la propria autonomia, un giudizio lo blocchi e lo renda in un certo senso dipendente dall’opinione degli altri. Altre volte gli shock vengono dalla primissima infanzia o addirittura dal periodo prenatale. Anche in questi casi, studiando il volto si può capire quando si è verificano l’episodio ».

 

Ci vuole una formazione psicologica per studiare Morfopsicologia ?

« I nostri corsi sono aperti a tutti. Noi vediamo la Morfopsicologia soprattutto come un aiuto a conoscere meglio se stessi. Una forma di maieutica. Naturalmente ci sono anche psicologi che frequentano i nostri corsi. I gruppi in genere sono composti da persone molto diverse che si integrano molto bene. Tra i nostri allievi c’è stata persino una cartomante ambulante che desiderava scoprire il collegamento tra la personalità così come risultava dal volto e la lettura della carte.  Comunque la maggior parte delle persone interessate sono naturopati, perché la Morfopsicologia fa parte dell’approccio olistico alla persona ».

 

Oggi sempre più persone   fanno ricorso alla chirurgia plastica per modificare il loro aspetto e conformarlo a un ideale di bellezza. Che cosa ne pensate ?

« Non abbiamo niente contro la chirurgia plastica in quanto tale. Tutto sta nel vedere con quale maturità si affronta l’intervento. Alla fine si tratta di ciò che Freud definisce il rapporto tra l’idea dell’io e l’io. È giusto avere un ideale di se stessi perché l’ideale spinge verso un miglioramento, ma bisogna anche capire quale è il proprio io.  Se un io si lascia definire da regole estetiche  senza tener conto di quello che è, allora l’intervento estetico anziché migliorare la situazione la peggiora e rende la persona ancora più fragile e insicura. Un fenomeno che ci sembra inquietante è il costante calo dell’età delle persone che fanno ricorso alla chirurgia estetica, in quanto si sa che l’adolescenza per definizione è un momentoin cui non ci si sente bene nel proprio corpo e si vorrebbe essere diversi. Un altro fatto importante è saper accettare gli anni che passano. Le rughe raccontano la storia della vita e cancellarle significa rifiutare la propria biografia ».

Per saperne di più:

www.morfopsicologiaitalia.it