Luce sul mistero del Graal

     

Foto: Eddi van W. Flickr. com

Una studiosa della Tradizione ci guida in un affascinante viaggio alla ricerca del Mistero dei Misteri, aiutandoci a superare barriere e pregiudizi e spingendoci ad ascoltare la voce della vita.

Vi sono misteri che giacciono sopiti nell’inconscio dell’umanità da dove periodicamente risorgono, in una forma o nell’altra, suscitanto grandi ondate di curiosità e di fascino che non si spiegano con la sola moda. Tra questi misteri vi è quello del Graal, oggetto indefinito, che ha ispirato in ogni tempo poeti, romanzieri e più recentemente cineasti. Il Graal è legato alle speranze di salvezza, felicità, prosperità, vita eterna che abitano l’uomo da sempre. Sul Graal è stato scritto molto ma poche sono state le ipotesi fautrici di ispirazione e di nutrimento per i ricercatori di verità.

Una bellissima eccezione a questa regola è « Il Graal custodito dai Templari » di Maria Grazia Lopardi, uscito lo scorso anno nelle Edizioni Arkeios. In questo saggio la giurista aquilana prosegue il filone che, partendo dalla vicenda di Collemaggio e di Celestino V, l’ha condotta passo dopo passo a studiare gli enigmi dei Cavalieri del Tempio,  del Quadro magico del Sator, dell’architettura sacra medievale e altri  ancora.

Ne « Il Graal custodito dai Templari » Maria Grazia Lopardi presenta una sua convincente ipotesi sulla natura del Graal :  Coppa, Pietra, Donna, ma anche molto molto di più. I Templari e con essi Pietro da Morrone, il futuro papa Celestino V, avrebbero conosciuto il mistero e si sarebbero sforzati di tramandarlo alle generazioni future attraverso simboli che i primi avrebbero inciso con fatica sulle pareti delle loro celle e che il secondo avrebbe affidato alla sua Basilica di Collemaggio. In questa ricerca, dove molto si parla di androginia perduta, l’Autrice si muove coraggiosamente tra razionalità maschile e intuito femminile.

Maria Grazia Lopardi ha gentilmente accettato di rispondere ad alcune domande su questa sua opera affascinante e scritta con contagiosa passione.

Nella sua ricerca, attraverso le lingue e le culture sulle tracce della Tradizione, lei si lascia guidare tanto dall’intuizione quanto dall’erudizione. Come è arrivata a questo metodo originale?

E’ il frutto di una mia evoluzione personale: mentale per formazione-non a caso sono una giurista- ho dovuto ad un certo punto della vita dare fiducia alla mia parte irrazionale, all’intuizione che mi si palesava con incredibile forza tanto da farmi arrendere all’evidenza e da ricevere  l’avallo della mia parte razionale. Credo che sia l’equilibrio tra testa e cuore che viene richiesto in questo momento della storia dell’umanità. La vita ci parla di continuo e richiede che la stiamo ad ascoltare.

Lei ripete che il libro dedicato al Quadrato magico del Sator è stato fondamentale per le sue successive ricerche. Perché?

Perche è stato frutto di una intuizione straordinaria:  partendo da questo misterioso quadrato recante una scritta palindroma

SATOR

AREPO

TENET

OPERA

ROTAS

 ho rinvenuto un codice cosmico, la legge del creato che  si ritrova in natura ma anche nelle costruzioni sacre realizzate da iniziati. Si tratta di una legge musicale, effetto del primo suono-vibrazione che ha informato il cosmo, si tratta della rete delle dee tessitrici di tutte le mitologie che compongono la Matrice degli Archetipi  imprimenti  la forma a fiori, foglie, piante ecc. Credo di aver rinvenuto nel mio reticolo il canto unico dell’universo, la unificazione delle forze cui aspirano i fisici…Tutto è informazione e il mio reticolo è il campo informante. Questa intuizione mi ha consentito di entrare nel segreto dei Maestri Costruttori, tanto da permettermi di tracciare piante di chiese, moschee, sinagoghe; mi ha condotto, con mia grande emozione, a comprendere cosa sia il GRAAl, il grembo cosmico da cui scaturisce il creato, lì dove Galaad vide “l’inizio e la  causa di ogni cosa”.  Ho anche rinvenuto la coerente traduzione  dal latino della frase:  Il Creatore (SATOR) verso cui tendo (AREPO, forma contratta di ADREPO) sostiene (TENET) con la sua azione (OPERA, azione musicale, vibratoria)  le sfere celesti (ROTAS ovvero il senso di rotazione delle particelle, lo spin).

Contrariamente ad altri studiosi lei non esclude nessuna fonte: le grandi religioni, Guénon, la Teosofia, i Rosacroce, Kryon. Pensa che tutte le ricerche spirituali abbiano valore e che nessuna vada considerata come errata?

Sostanzialmente sì, penso che la Tradizione Unica, intesa come Conoscenza primordiale che come un fiume scorre ora sotterraneo ora in superficie, sia alla base di religioni e scuole di Sapienza, casomai camuffata dalle colorazioni connesse a tempi , luoghi e popoli a cui era destinata, e dalle interpretazioni e sovrastrutture umane. Se si penetra in profondità ovunque emerge la Traditio.

Pensa che oggi l’umanità sia matura per riscoprire il segreto custodito dai Templari?

Credo che sia destinato proprio all’umanità di oggi. La Fisica ci sta arrivando (reticolo cosmico, stringhe, campo quantico ecc.) ma è l’essere umano che deve comprendere come interagire con la Matrix, come divenire artefice della propria esistenza e scrivere il proprio futuro, come usare le Porte dei Templari, i luoghi graalici per trasmutare la propria materia mortale e spiritualizzarla come la tradizione cristiana dice del corpo di Maria che esprime la materia tutta.

Che cosa porterà all’uomo moderno l’accesso al potere femminile del Graal?

Il collegamento con il campo dell’intuizione, dunque la Conoscenza di prima mano, non appresa dai libri, la consapevolezza di essere il creatore del settimo giorno, quello in cui Dio si riposa, di avere il compito, pacificato in sé e in armonia nella recuperata androginia, di realizzare la  cubica Gerusalemme divina che esprime il compimento della creazione.

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Published in: on 9 agosto 2012 at 09:03  Comments (1)  
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Lo specchio della mano

L’analisi della mano è una scienza antica che ha subito nuovi sviluppi negli ultimi tempi, prendendo a prestito conoscenze da varie discipline vecchie e nuove. Non mancano i collegamenti con la moderna psicologia in modo da offrire un quadro dinamico del momento e del carattere del consultante, rendendolo altresì attento alle potenzialità e agli aspetti spirituali del suo essere.

 

« L’analisi della mano prende in considerazione i vari aspetti e parti della stessa ». Ci dice Werner Sigrist, imprenditore e analista della mano che opera nel Ticino. « Così la forma – riconoscibile anche a distanza – indica il carattere di base di una persona. Le dita e le varie zone del palmo sono collegate con gli dei dell’Antichità pagana, che simboleggiano le forze archetipiche presenti nella personalità. Per fare alcuni esempi : Marte rappresenta l’iniziativa, la combattività ; Venere gli aspetti affettivi e sensuali ; Saturno il senso della responsabilità e  del dovere… L’analista osserva anche la posizione in cui viene presentata la mano (chiusa o aperta, morbida o tonica). L’analisi comunque non viene mai considerata come definitiva, poiché la mano è uno specchio vivo che si trasforma a seconda del momento che stiamo attraversando. Perciò l’analista non fa mai previsioni. Potrebbe al massimo trarre delle conclusioni da certe premesse, avvertire la persona che se continua su una certa strada potrebbe andare incontro a determinati inconvenienti… ma in genere si astiene da questo tipo di speculazione ».

« Le linee del palmo si creano contemporaneamente allo sviluppo del sistema nervoso centrale, tra l’ottava e la dodicesima settimana di vita embrionale, e possono cambiare nel corso della vita. In base ad esse l’analista si può fare un quadro del carattere in quel momento della vita della persona : la linea del cuore è legata al modo di vivere emozioni e sentimenti, così come alle relazioni con gli altri e con se stessi ; la linea della testa al modo di ragionare e ai moventi che determinano le decisioni ; la linea della vita parla del rapportorto della persona con il proprio corpo e con la propria salute ; infine dalla linea del destino si riconosce l’orientamento di base della vita, sia privata che professionale ».

« Particolarissimo è il ruolo delle linee dei polpastrelli, le cosiddette impronte digitali. Queste ultime si formano nel feto circa cinque mesi prima della nascita (quando, secondo alcune culture, l’anima entra nell’embrione). Le impronte digitali, come noto, sono uniche e non cambiano mai.  Per l’analista della mano rappresentano il tema prenatale o karmico, qualcosa che la persona porta con sé nella vita. Se in altre parti della mano si vede ciò che la persona ha vissuto, l’influenza dell’ambiente e della famiglia, nelle impronte digitali non vi è nulla di tutto ciò. Dalle impronte digitali si ricava il tema fondamentale della persona, ciò con cui si dovrà confrontare per tutta la vita. In questo caso non si tratta di cambiare nulla, ma di individuare una giusta direzione in cui evolversi ».

« Che cosa si può ancora vedere tramite l’analisi della mano ? Un aspetto importante è certamente legato alla scoperta dei talenti di una persona e ai suoi antagonisti, ossia a ciò che gli impedisce di esprimersi al meglio.  Si può prendere l’esempio di qualcuno che è fatto per calcare le scene ma che non osa “buttarsi” per timore di essere criticato. Può sembrare incredibile ma cinque persone su dieci non vivono i loro talenti per mancanza di autostima. Lo scopo dell’analisi della mano è di far capire alla persona ciò che può essere se vive al meglio le proprie potenzialità ».

«  Per quanto concerne le origini della disciplina, l’analisi della mano viene praticata fin dall’antichità. In anni più recenti l’americano Richard Hunger ha sviluppato lo studio delle impronte dei polpastrelli e ha fondato l’Istituto internazionale di analisi della mano (International Institute of Handanalysis). L’analisi della mano è collegata a varie teorie psicologiche e tra l’altro alla Psicosintesi di Roberto Assagioli, quando afferma che abbiamo diverse subpersonalità. Importante è conoscere queste  subpersonalità in modo da poterle gestire, perché chi ne è inconsapevole ne viene posseduto. Se sappiamo riconoscere quale subpersonalità si sta esprimendo in un determinato momento, possiamo comprendere certe nostre reazioni viverle meglio ».

« Altri collegamenti si possono trovare tra analisi della mano e l’astrologia, in particolare per quanto concerne la teoria dei quattro elementi. L’acqua corrisponde alla profondità, alla sensibilità, all’empatia ; l’aria è il mentale, l’osservazione ; la terra è la concretezza, l’affidabilità, mentre il fuoco è la passione, l’entusiasmo, la spontaneità ».

« Che cosa si può chiedere all’analisi della mano ? Una seduta di analisi ci può aiutare a fare chiarezza su un determinato problema, oppure si può chiedere una panoramica della propria personalità, per sapere ad esempio quale elemento (per tornare al riferimento all’astrologia) è dominante in noi e quale  al contrario è nascosto. A questo proposito si può anche fare riferimento a Jung e alla cosiddetta “funzione inferiore“, ossia a quella facoltà che non abbiamo sviluppato. Per fare und esempio, una persona che possiede molta acqua, ossia molta dolcezza e sensibilità, può essere dominata dal fuoco, dall’impeto, dall’impulsività che non le permettono di esprimere le sue altre qualità. In questo caso è importante renderla attenta alla necessità di moderare gli aspetti dinamici del prorio carattere per poter vivere quelli più profondi e interiori ».

« La presa di coscienza del proprio elemento mancante è importantissima perché altrimenti rischiamo di cadere vittima di meccanismi compensatori, come quello di essere affascinati e di innamorarci di persone ricche proprio dell’elemento che a noi fa difetto. Per fare un altro esempio, una persona tutta fuoco e aria, ossia tutta movimento e idee astratte,  poco conscia del lato concreto, tenderà a legarsi a un(a) partner terra, concreto(a) e stabile, con cui rischia poi di entrare in conflitto o di sviluppare incomprensioni».

Published in: on 2 agosto 2012 at 08:21  Lascia un commento  
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