UFO: presto una disclosure?

Il 21 maggio scorso si è tenuto a Lugano  il quinto congresso internazionale indetto dal CUSI (Centro Ufologico della Svizzera Italiana). Questa volta il tema scelto dalla presidente Candida Mammoliti e dai dirigenti del Centro  erano le sempre maggiori chances di una vicina « disclosure » per usare i termini ufologici, ossia di un pubblico riconoscimento dell’esistenza degli UfO da parte delle autorità.  Abbiamo posto qualche domanda a uno degli oratori del convegno, il sociologo e scrittore Roberto Pinotti, direttore del CUN (Centro Ufologico Nazionale) italiano.

 

Dottor Pinotti, ci sono degli indizi che permettano di sperare un’apertura sul problema UFO?

Io penso di sì perché da circa tre anni a questa parte istituzioni e governi di tutto il mondo stanno finalmente ammettendo che il fenomeno esiste e che se ne sono sempre occupati. Esistono quantità sterminate di file militari, e anche civili, e paesi europei come l’Inghilterra, la Francia, la Spagna, l’Italia, il Belgio li hanno tranquillamente resi accessibili al pubblico. Lo stesso discorso vale per paesi sudamericani come il Brasile, il Cile, l’Ecuador, l’Argentina. Il Messico ha ammesso a sua volta di aver studiato il fenomeno UFO. In Giappone, addirittura ministri l’hanno dichiarato importante. Poi anche l’Australia, la Nuova Zelanda, il Sudafrica e Israele hanno fatto la stessa cosa. Quindi sembra un contagio che in tutto il mondo sta portando i governi riconoscere la realtà del fenomeno.

Secondo lei, perché si è arrivati a tanto?

Perchè probabilmente  oggi non è più possibile fare quello che si faceva fino a ieri, cioè sbrigativamente negare tutto per non affrontare il problema a livello di pubblico.

Perché questo rifiuto di riconoscere pubblicamente l’esistenza degli UFO?

Ma perché il tema è ritenuto universalmente destabilizzante. E quindi anche per ragioni di ordine pubblico e di opportunità si è preferito parlarne il meno possibile. Inoltre non dimentichiamo che fin dall’inizio questo tema è stato appannaggio esclusivo dei militari e i militari hanno secretato tutto, fin dagli anni Cinquanta.

Comunque oggi tutte le ammnistrazioni e tutti governi stanno uscendo allo scoperto?

Non tutti. Chi ancora non sta dicendo nulla sono gli Stati Uniti, che sono proprio la prima potenza che ha studiato il fenomeno UFO per oltre vent’anni, tra il 1947 e il 1970, con quello che è stato chiamato “Progetto Blue Book”. In quella occasione sono stati esaminati ventimila casi circa di cui circa settecento sono rimasti inspiegabili da un punto di vista scientifico. Negli anni Settanta, l’Aeronautica USA ha chiuso il progetto, affermando che il fenomeno non costituiva una minaccia per la sicurezza nazionale e che di conseguenza non era il caso di continuare a occuparsene usando fondi federali. La stessa cosa che ha detto recentemente anche l’Inghilterra. Tutti questi paesi hanno aperto i loro file; ma se esistono documenti classificati come segreti, è assolutamente fuori discussione che vengano aperti né oggi né mai. È interessante notare che l’Unione Sovietica, quando è collassata, ha incredibilmente mostrato un dossier secondo il quale, negli ultimi dodici anni dell’URSS, il KGB si era interessato attivamente di UFO. Al collasso dello stato sovietico il documento è venuto fuori. Gli Stati Uniti anche loro hanno dei dossier perché, dopo l’abbandono del Progetto Blue Book nel 1970, il tema è diventato appannaggio dell’Intelligence. Ma gli Stati Uniti non ne parlano.

Perché?

La risposta è piuttosto semplice: se gli USA dovessero ammettere pubblicamente che il fenomeno esiste, che è intelligente, tecnologico e che oltretutto non è di origine terrestre ma viene da fuori, questo basterebbe per mettere seriamente in discussione la supremazia mondiale degli Stati Uniti. Quindi Washington tace.  Anzi, dirò di più: penso che non sia una caso se negli ultimi anni si stia diffondendo, soprattutto a livello cinematografico, televisivo e nella cronaca, una mitologia  che parla di alieni piccoli, umanoidi, che rapirebbero ignari essere umani.

Sta parlano delle abduction?

Certo. Non dico che il fenomeno non sia autentico, dico che non corrisponde ai parametri che gli si vogliono dare e che vedono degli alieni come assolutamente torvi, pericolosi, ostili. Naturalmente, se li dipingo in modo negativo, posso presentarmi al mondo come difensore e mantenere una certa leadership.

Quindi si tratterebbe di una manovra politica?

Penso proprio di sì. Fin quasi dagli inizi del cinema i governi hanno capito quale straordinaria arma propagandistica era questa arte. Hollywood fa propaganda da sempre. Durante la guerra fece propaganda contro le potenze dell’Asse e per sostenere i combattenti al fronte, sempre attraverso i film. Poi , durante la guerra fredda i cineasti presero di mira il  nemico sovietico. Oggi è il turno del terrorismo. Quindi, se Hollywood fa i film anti-alieni, è perché ha lo scopo di ottenere un certo tipo di risposta nell’immaginario collettivo. Perché dietro a tutto questo c’è un’Intelligence che fa benissimo quello che fa.

Che ruolo ha Internet nella questione UFO?

Un ruolo fondamentale. L’informazione é totalmente cambiata. Facciamo un esempio banalissimo: l’anno scorso in Italia ci sono state oltre duemila segnalazioni che sono state largamente veicolate via internet, l’aeronautica che segue la questione fin dal 1949 ha ricevuto a malapena venti segnalazioni. Questo vuol dire che la gente non riporta più questi casi all’autorità. Gli organi d’informazione vengono bypassati, sono ridotti a semplici casse di risonanza per gruppi di potere o, nel migliore dei casi, servono ad approfondire certe questioni, ma non fanno informazione. L’informazione viene fatta in rete dove in tempo reale tutti leggono tutto.

Con il rischio di bufale e di errori?

Ovviamente. Su cento notizie cinquanta saranno forse false e si deve imparare a discriminare. Ma intanto le cinquanta notizie vere circolano, cosa che un tempo non sarebbe successo.

Come si spiega allora che certi personaggi, anche noti al grande pubblico, continuino a negare e a ridicolizzare il fenomeno UFO?

Le spiegazioni possono essere di varia natura. Alcuni lo fanno in buona fede, perche si ostinano a pensare che i testi su cui si sono formati,  quaranta o cinquant’anni fa,

Roberto Pinotti (a destra) durante il congresso del CUSI

siano ancora validi. Altri invece hanno tutta la convenienza a mantenere lo status quo e, se hanno detto certe cose dieci o quindici anni fa, non se la sentono ammettere di aver sbagliato. Altri ancora  cercano semplicemente visibilità.

Non bisogna comunque sopravvalutare l’influenza di questi scettici. Per parlare solo della mia esperienza, in quarantacinque anni che mi occupo di questo problema ho visto le cose cambiare radicalmente. All’inizio chi si interessava di UFO erano poche centinaia di persone, oggi le posso assicurare che sono milioni. Secondo le statistiche addirittura il settantacinque per cento della popolazione mondiale é convinto della realtà del fenomeno.

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Published in: on 21 giugno 2011 at 09:03  Lascia un commento  
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