Presto un film sul bestseller più misterioso del ‘900

Il prossimo ottobre il pubblico di tutto il mondo potrà vedere per la prima volta un film ispirato ai “Dialoghi con l’Angelo”, uno dei libri più misteriosi pubblicati nel secolo scorso. Misterioso perché l’autrice ufficiale, l’ungherese Gitta Mallasz, ha sempre dichiarato di essere soltanto lo “scriba” dell’opera, nata da una serie di canalizzazioni avvenute tra il 1943 e il 1944 tramite quattro giovani artisti di Budapest di cui tre verranno deportati e uccisi prima della fine della guerra. Oggi il libro è un bestseller internazionale e conta tra i suoi estimatori personaggi famosi come il regista Wim Wenders e l’attrice Giuliette Binoche. Abbiamo intervistato la giornalista Giulietta Bandiera che è stata tra i principali artefici del film.

 

Come è nato il progetto di un film sui Dialoghi con l’Angelo ?

Circa sedici anni fa ho letto una frase tratta dai Dialoghi con l’Angelo in un libro di Paola Giovetti, intitolato appunto “Angeli”.  Devo dire che mi interessavo già di angeli in seguito a un episodio della mia vita nel quale sono stata salvata da un intervento misterioso, perciò la frase mi ha molto colpito e ho cominciato a cercare il libro. La ricerca si è rivelata molto difficile in quanto apparentemente c’erano stati dei problemi editoriali e il libro era fuori commercio. Finalmente sono riuscita a trovarne una copia a Milano, alla Biblioteca di Brera. Come ho cominciato a leggere, sono scoppiata in singhiozzi perché nel linguaggio degli angeli di Gitta Mallasz ho sentito lo stesso ritmo, la stessa vibrazione e la stessa musicalità che riscontravo nei messaggi che io stessa ricevevo a livello intuitivo. È un linguaggio vibrazionale, molto sintetico e direi quasi geometrico. Quindi questa è stata la conferma che anche i miei messaggi erano genuini e che la fonte era probabilmente la stessa. Per me è stato naturale progettare un film dedicato appunto alla storia di questo libro.

 

Si tratterà di un documentario o di una fiction ?

Dopo parecchie riflessioni, il produttore del film ed io abbiamo deciso per una “docufiction” , ossia in film che alterni parti documentarie con parti di fiction il tutto intercalato da brani del libro, cosa a cui io tenevo molto.

 

Esistono altri film su questo libro ?

Nessuno, eccetto un piccolo film francese veramente molto modesto. Il fatto è piuttosto curioso se si pensa che sia Julia Roberts negli Stati Uniti che Giuliette Binoche in Francia si sono adoperate entrambe per far girare un film ispirato ai Dialoghi con l’Angelo. Sembra che lo stesso Spielberg fosse interessato ma che abbia rinunciato perché aveva già girato due film ispirati all’Olocausto. Direi che questa è la prima volta che il libro viene trattato in modo completo, sia per quando concerne i contenuti, sia per le vicende che ne hanno accompagnato la genesi.

 

Come hai ben sottolineato il linguaggio dei Dialoghi è concentrato, potente, simbolico.

Bruciante… L’Angelo non porta un messaggio: è lui stesso messaggio di Verità e di fronte alla Verità Adamo si copre gli occhi perché l’uomo non sopporta la Verità. Perciò gli Angeli sono rappresentati come una gerarchia; la gerarchia simboleggia le porzioni di Verità che siamo in grado di sopportare

 

Come si può leggere questo libro così forte?

I Dialoghi vanno letti uno alla volta e vanno lasciati decantare. Personalmente ho una certa abitudine a questo tipo di disciplina perché da anni studio la simbologia dell’I-Ching. Anche il “Libro dei Mutamenti” , specie nella parte taoista, ha questo stesso linguaggio molto concentrato che ha la funzione di segnarci per poi produrre intuizioni, illuminazioni. Se ci si riflette, si tratta di un processo normale: la parola sacra ha una incredibile rapidità, mentre la materia è lenta e ha bisogno di tempo per trasformarsi. Quindi non si possono leggere i Dialoghi con l’Angelo come un libro di narrativa e nemmeno come un libro filosofico. Direi che è quasi il libro a “leggere” noi, nel senso che non necessariamente quando lo compriamo siamo pronti per riceverlo.

 

I Dialoghi sono stati canalizzati in un momento particolarmente drammatico. Perché ?

Perché l’essere umano si apre al nuovo quando le circostanze lo costringono a rimettere in gioco la proria vita e a riflettere su di sè. Perciò è comprensibile che i messaggi dei Dialoghi siano arrivati in un momento come quello, proprio perché c’era l’humus, il terreno fertile per questo genere di eventi. A livello sociale il nuovo appare quasi sempre in momenti cruciali. Anche nella vita di un singolo individuo il messaggio arriva solitamente in momenti di grande dolore o anche di grande amore. Quando ci poniamo una domanda, riconoscendo di non avere tutte le risposte apriamo dentro di noi lo spazio per i messaggi che sono nell’universo, che fanno parte della coscienza cosmica universale.

 

Molti commentatori hanno sottolineato il carattere cristiano dei Dialoghi con l’Angelo. Personalmente mi sembra tuttavia che si tratti di qualcosa di più universale, di non legato a una singola religione.

Infatti i messaggi sono oltre le dottrine e oltre le religioni. Questo è uno degli aspetti del libro che mi ha entusiasmato. La visione dei Dialoghi è una visione dall’alto, che non ha più bisogno di essere codificata da una religione specifica, perché alla fine la religione è un liguaggio.

 

Si sente dire a volte che la spiritualità è una fuga dalla realtà. In questo caso sembra essere vero l’esatto opposto: i protagonisti dei Dialoghi rifiutano la fuga per svolgere fino in fondo il loro compito, a costo della vita.

È proprio così : i Dialoghi con l’Angelo invitano a una presa di responsabilità. Lo stesso lettore non può rimanere uguale dopo aver letto quel libro. Hai parlato di compito: il concetto fondamentale nei Dialoghi con l’Angelo è quello del compito. Ognuno di noi ha un compito. Siamo tutti diversi, tutti complementari poiché tutti noi abbiamo una funzione molto precisa che dobbiamo andare ad individuare perché solo così possiamo realizzare noi stessi. Immaginiamo che il giardino dell’Eden sia un grande puzzle del quale ognuno di noi è un pezzettino. Dobbiamo completare il puzzle, perché senza di noi quell’intero non può realizzarsi. Quindi il messaggio dei Dialoghi è essenzialmente costruttivo, costruttivo sia per gli individui che per la società.

Florinda Balli  

Per saperne di più : Gitta Mallasz, Dialoghi con l’Angelo, Edizioni Mediterranee, http://www.psicodinamicaispa.it,  www.honorofilm.com

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Published in: on 11 giugno 2009 at 08:24  Lascia un commento  
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